Due anni fa, in Norvegia, ha suonato a 300 metri sotto il livello del mare

 

 

La cantautrice inglese di origini georgiane martedì 29 suona all’Alcatraz

accompagnata dalla sua band

katie

 

In tanti hanno perso la testa per lei: da Quentin Tarantino, che l’ha voluta per una piccola parte in «Grindhouse», ad alcuni esperti di botanica olandesi, che per battezzare una nuova varietà di tulipano hanno scelto il suo nome. Lei è Katie Melua, la cantautrice inglese di origini georgiane che martedì 29 suonerà all’Alcatraz accompagnata dalla sua band (lo spettacolo era previsto inizialmente al teatro Dal Verme: i biglietti già acquistati per il teatro restano comunque validi).

Non sarà certo un concerto stravagante come quello in Norvegia, a 300 metri sotto il livello del mare, che due anni fa le ha permesso di entrare nel Guinness dei primati. Ma è una performance comunque molto attesa quella della ragazza che nonostante i venti di crisi continua a vendere milioni di dischi. Cifre sorprendenti che hanno catapultato una piccola etichetta come la Dramatico Records nella top 100 delle aziende più floride d’Inghilterra (l’unica del settore musicale in questa speciale classifica).

 Il segreto del successo di Katie Melua? Una voce soft e un pop acustico intriso di blues e jazz, addolcito quanto basta per poter scalare le classifiche. A soli 23 anni Katie ha già all’attivo tre album. Il suo ultimo singolo, «What I Miss About You» (il quarto estratto dall’album «Pictures») parla di una storia di amore finita. Tema che ha scatenato gli appassionati di gossip, convinti che la storia in questione fosse quella con Luke Pritchard, il cantante dei Kooks (passati a Milano giusto la settimana scorsa).

Prima di arrivare alla musica la giovane cantautrice ha trascorso un’infanzia movimentata. Nata e cresciuta in Georgia, si è trasferita con la sua famiglia in Irlanda del Nord quando aveva nove anni dopo che l’ex Repubblica Sovietica è stata investita dalla guerra civile. A Londra arriva a 14 anni. Ne passano altri quattro prima che il produttore Mike Batt si accorga di lei e con la sua Dramatico Records le faccia registrare il disco d’esordio. «Call Off the Search» esce così nel 2003 e per molti basta questo album a consacrare la bella georgiana come «la nuova Norah Jones». È con il secondo disco, «Piece by Piece» (2005), che anche il grande pubblico inizia a conoscerla, grazie soprattutto al successo del singolo «Nine Million Bicycles».

Fonte: Corriere.it

 

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